Più verde attorno a casa, meno diabete di tipo 2 in uno studio cinese

Parco urbano con alberi e fontana in un quartiere residenziale verde

Chi vive in un quartiere ricco di alberi e aree verdi mostra un rischio più basso di sviluppare il diabete di tipo 2, secondo uno studio prospettico cinese pubblicato sulla rivista Life Metabolism e diffuso l’8 luglio dal gruppo di ricerca 4C Study Group.

Il dato interessa la sanità pubblica ben oltre la Cina, perché sposta parte della prevenzione dal comportamento individuale alla pianificazione urbana. Se la vegetazione attorno alle abitazioni incide sul metabolismo, la distribuzione del verde in una città diventa una variabile sanitaria, non solo un elemento di decoro.

Come è stato misurato il verde

Lo studio ha seguito 7.861 adulti con più di quarant’anni residenti nella contea di Jiashan, nella provincia dello Zhejiang, tutti liberi da diabete all’inizio dell’osservazione. Il follow-up è durato una mediana di 3,8 anni, durante i quali sono stati registrati 499 nuovi casi di diabete di tipo 2.

La quantità di vegetazione intorno a ogni casa è stata stimata con l’indice NDVI, ricavato dalle immagini satellitari MODIS e calcolato entro un raggio di 500 metri dall’abitazione. Il valore è stato aggiornato ogni anno dal 2011 al 2016, così da tenere conto delle variazioni stagionali e delle trasformazioni del territorio.

Un metodo che riduce le stime soggettive

L’uso del satellite evita di affidarsi al ricordo dei partecipanti sul tempo trascorso all’aperto. La misura resta però una fotografia dell’ambiente circostante, non della reale frequentazione dei parchi da parte dei residenti, un limite che gli stessi autori riconoscono.

Un rischio più basso dove gli alberi sono più fitti

Secondo l’analisi, a ogni aumento di 0,1 punti dell’indice NDVI corrisponde un rischio di diabete di tipo 2 inferiore del 44 per cento. Confrontando il terzo di popolazione che vive negli ambienti più verdi con quello che risiede nelle zone meno alberate, la riduzione arriva al 51 per cento.

Gli autori sottolineano che l’associazione è statistica e non dimostra un rapporto di causa ed effetto. La correlazione, scrivono nella nota, sarebbe comunque coerente con diversi meccanismi biologici plausibili. Tra questi indicano la maggiore attività fisica favorita da parchi e viali alberati, la riduzione dello stress e una minore esposizione all’inquinamento atmosferico, tutti fattori già associati al metabolismo del glucosio nella letteratura scientifica.

Effetto più forte in chi ha una predisposizione genetica

Su 5.389 partecipanti con dati genetici disponibili, i ricercatori hanno costruito un punteggio di rischio ereditario a partire da decine di varianti del DNA. Nelle persone con predisposizione media e alta, il vantaggio del verde risultava ancora più marcato, con riduzioni del rischio del 57 e del 61 per cento tra chi viveva nelle zone più alberate.

Il risultato suggerisce che l’ambiente potrebbe smorzare in parte una vulnerabilità scritta nei geni. Gli autori lo indicano come terreno per ulteriori indagini, avvertendo che il dato genetico va confermato su campioni più ampi e in contesti diversi da quello rurale e periurbano analizzato in Cina.

Il verde urbano come leva di prevenzione

I dati arrivano in un momento in cui il diabete di tipo 2, che rappresenta la larga maggioranza dei casi di diabete, continua a crescere nelle aree urbane, spinto da sedentarietà e sovrappeso. Un ambiente che favorisce il movimento e riduce l’esposizione all’inquinamento entra così tra i fattori di prevenzione al pari della dieta e dell’attività fisica.

  • 7.861 adulti seguiti per una mediana di 3,8 anni
  • 499 nuovi casi di diabete di tipo 2 registrati
  • Verde misurato entro 500 metri dalle abitazioni
  • Fino al 61 per cento di rischio in meno nei soggetti a rischio genetico alto

Gli autori invitano a replicare l’analisi in popolazioni diverse e a valutare come le scelte di urbanistica, dalla piantumazione degli alberi alla cura dei parchi di quartiere, possano tradursi in un beneficio metabolico misurabile per i residenti, soprattutto nelle città dove il consumo di suolo riduce gli spazi verdi.

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