MiniMed ha depositato presso la Food and Drug Administration statunitense la richiesta di autorizzazione per Fit, un microinfusore di insulina a cerotto pensato soprattutto per il diabete di tipo 2, con un serbatoio da 300 unità e fino a sette giorni di utilizzo. L’annuncio, del 1° settembre, fissa il lancio all’estate del 2027.
Con Fit il marchio dei microinfusori del gruppo Medtronic entra nel mercato dei dispositivi senza tubi, finora dominato dall’Omnipod di Insulet. La scommessa punta su un serbatoio più capiente della concorrenza, per servire chi ha bisogno di dosi elevate e vuole ridurre il numero di cambi.
Un serbatoio più capiente per il tipo 2
La capacità dichiarata di 300 unità supera quella dei cerotti oggi in commercio e risponde a un’esigenza concreta delle persone con diabete di tipo 2 in terapia insulinica, spesso costrette a fabbisogni giornalieri più alti. L’autonomia fino a sette giorni riduce la frequenza delle sostituzioni, un fattore che pesa sull’aderenza alla terapia.
Il posizionamento sul tipo 2 segna una scelta di campo. È il segmento in più rapida crescita e finora meno presidiato dai microinfusori, storicamente diffusi tra chi convive con il diabete di tipo 1.
L’alleanza con i sensori Abbott
Fit si appoggia ai sensori per il glucosio forniti da Abbott, partner di MiniMed dal 2024 in un accordo che lega i due marchi in esclusiva. Per l’azienda la disponibilità di un buon sensore ha rappresentato a lungo un punto debole rispetto ai concorrenti.
«I sistemi di monitoraggio del glucosio sono stati il nostro tallone d’Achille per moltissimo tempo», ha ammesso l’amministratrice delegata, Que Dallara. «Ciò che mi entusiasma di più è che tutti questi pezzi stanno iniziando a combaciare», ha aggiunto, riferendosi alla nuova generazione di dispositivi.
La sfida sul mercato dei cerotti
La domanda di autorizzazione arriva mentre le vendite di microinfusori dell’azienda accelerano. Negli Stati Uniti i ricavi del settore sono cresciuti del 20% su base annua, ha indicato il direttore finanziario Chad Spooner, spinti dal lancio a fine giugno di MiniMed Flex, il modello senza schermo grande circa la metà del 780G.
Nel trimestre di riferimento il fatturato ha toccato gli 843 milioni di dollari, in aumento del 17%. I numeri lasciano intendere che l’azienda intenda presentarsi al mercato dei cerotti con una gamma già in movimento, e non con un prodotto isolato.
Verso l’ansa chiusa senza conteggio dei carboidrati
Oltre a Fit, MiniMed ha completato l’arruolamento nello studio cardine di un sistema completamente automatico, atteso più avanti nel 2027. L’algoritmo calcolerebbe da solo il fabbisogno di insulina, senza richiedere l’annuncio dei pasti né il conteggio dei carboidrati, uno dei compiti più gravosi per chi usa questi dispositivi.
Restano da superare i tempi dell’esame regolatorio, che negli Stati Uniti condizioneranno l’effettivo debutto. Il calendario indicato dall’azienda colloca comunque il primo lancio di Fit nell’estate del prossimo anno, con il sistema a ciclo chiuso a seguire.