Retatrutide supera la fase 3 nel diabete di tipo 2

Confezioni di farmaci su una superficie, ricerca farmacologica sul diabete

Il triplo agonista retatrutide di Eli Lilly ha superato il primo studio di fase 3 nel diabete di tipo 2. I risultati dello studio TRANSCEND-T2D-1, presentati alle Scientific Sessions dell’American Diabetes Association e pubblicati su The Lancet a giugno 2026, mostrano riduzioni marcate di emoglobina glicata e peso corporeo.

I numeri dello studio TRANSCEND-T2D-1

Il trial ha arruolato 537 adulti con diabete di tipo 2, randomizzati a ricevere retatrutide da 4, 9 o 12 milligrammi oppure placebo. A quaranta settimane, la riduzione media dell’emoglobina glicata rispetto al valore di partenza sarebbe stata di 1,69 punti percentuali con la dose da 4 milligrammi, di 1,86 con quella da 9 e di 1,94 con quella da 12, contro lo 0,81 del placebo.

Sul fronte del peso, la molecola ha mostrato cali fino al 16,8 per cento a quaranta settimane con la dose più alta. Lo studio ha centrato l’endpoint primario e tutti i principali endpoint secondari.

Come agisce il triplo agonismo

Retatrutide si distingue dai farmaci già in commercio perché agisce contemporaneamente su tre ormoni naturali.

  • GLP-1, che riduce l’appetito e migliora la risposta insulinica
  • GIP, coinvolto nella regolazione del glucosio e del metabolismo
  • Glucagone, la cui stimolazione aumenterebbe il dispendio energetico e il consumo dei grassi

Questa combinazione punta a coprire più leve metaboliche insieme, dall’appetito al metabolismo lipidico, ed è la ragione per cui la molecola viene indicata come agonista triplo, un passo oltre i doppi agonisti come tirzepatide.

Il profilo di tollerabilità

Come per altri farmaci della stessa famiglia, gli effetti indesiderati più comuni hanno riguardato l’apparato gastrointestinale. Con la dose massima da 12 milligrammi la nausea ha interessato il 26,5 per cento dei partecipanti, contro il 3,7 del placebo, la diarrea il 22,8 per cento e il vomito il 17,6.

Le interruzioni del trattamento

Nonostante la frequenza dei disturbi digestivi, le sospensioni della terapia per eventi avversi sono rimaste contenute, al 5,1 per cento con la dose più elevata rispetto allo zero del placebo. Un dato che, secondo gli autori, indicherebbe una tollerabilità gestibile alle dosi terapeutiche.

Cosa aspettarsi ora

TRANSCEND-T2D-1 è il primo di una serie di studi di fase 3 sul programma retatrutide, che comprende anche il trattamento dell’obesità. La pubblicazione su una rivista di primo piano rafforza le attese verso una molecola presentata come uno degli agonisti più potenti in sviluppo, ma il percorso verso l’eventuale autorizzazione dipenderà dai dati dell’intero programma e dalle valutazioni delle agenzie regolatorie. La corsa tra le case farmaceutiche sui farmaci per diabete e peso, intanto, si fa sempre più serrata.

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