Obesità, in Gazzetta il decreto che istituisce l’Osservatorio nazionale

Pasta cruda su una bilancia da cucina, simbolo di dieta e controllo del peso

Il decreto che definisce l’Osservatorio per lo studio dell’obesità è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 173 del 28 luglio, dando attuazione alla legge 149 del 2025 che ha riconosciuto l’obesità come malattia.

Il passaggio riguarda da vicino la prevenzione del diabete, perché l’eccesso di peso resta il principale fattore di rischio del diabete di tipo 2. Con l’Osservatorio, il Ministero della salute si dota di uno strumento stabile per costruire e verificare il programma nazionale contro una patologia che colpisce un numero crescente di giovani.

Cosa prevede il decreto

Il provvedimento è stato firmato dal ministro della salute, Orazio Schillaci, il 19 giugno, e attua l’articolo 4 della legge 3 ottobre 2025 numero 149. Quel testo ha inserito l’obesità tra le malattie, definendola una «malattia progressiva e recidivante» e facendo dell’Italia il primo Paese a riconoscerla come patologia cronica.

All’Osservatorio spetta contribuire alla stesura del programma nazionale di prevenzione e cura dell’obesità e verificare che gli obiettivi e le azioni previsti vengano poi attuati dalle Regioni e dalle Province autonome. Tra i compiti figurano anche il monitoraggio dei dati e la diffusione di corretti stili di vita.

Chi siede nell’Osservatorio

La composizione dell’organismo mescola rappresentanti del governo centrale e dei territori. Il decreto prevede quattro membri scelti direttamente dal ministro e due rappresentanti per ciascuna delle sette Direzioni generali del dicastero.

  • Quattro rappresentanti indicati dal ministro della salute
  • Due rappresentanti per ognuna delle sette Direzioni generali
  • Sei rappresentanti delle Regioni, tre titolari e tre sostituti
  • Ripartizione regionale per aree nord, centro e sud

Un tavolo tra Stato e Regioni

La presenza dei rappresentanti regionali riflette il fatto che l’assistenza sanitaria è organizzata su base territoriale. Sarà su questo piano che si misurerà la reale applicazione delle misure previste dalla legge, dalle campagne di prevenzione all’accesso ai percorsi di cura.

Le risorse stanziate

Il decreto autorizza una spesa dedicata al programma nazionale di prevenzione e cura, articolata su più anni. Sono previsti 700.000 euro per il 2025, 800.000 euro per il 2026 e 1,2 milioni di euro all’anno a partire dal 2027.

Diverse società scientifiche hanno però avvertito che la cornice normativa rischia di restare sulla carta senza livelli essenziali di assistenza aggiornati e un reale accesso alle cure. L’istituzione dell’Osservatorio, osservano, è un tassello necessario ma non sufficiente se non seguono le risorse per farmaci e servizi.

Un percorso legislativo lungo

La legge sull’obesità era stata approvata in via definitiva dal Senato nell’autunno del 2025, dopo un iter parlamentare che ne aveva fatto un caso studiato anche all’estero. Il riconoscimento della patologia era però solo il primo passo, perché la sua efficacia dipende dai decreti attuativi e dagli strumenti di governo come l’Osservatorio ora istituito.

Il legame con il diabete di tipo 2

L’obesità è strettamente collegata al diabete di tipo 2, tanto che gli interventi di prevenzione sul peso ricadono direttamente sulla diffusione della malattia metabolica. La stessa legge 149 nasce dalla constatazione che il sovrappeso in età giovanile anticipa la comparsa di complicanze cardiovascolari e metaboliche nell’età adulta.

Un monitoraggio nazionale sull’obesità, se tradotto in azioni concrete, potrebbe incidere anche sulle proiezioni di crescita del diabete nei prossimi anni. Il programma nazionale dovrà ora prendere forma, con le prime verifiche affidate proprio all’Osservatorio insediato presso il Ministero della salute.

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