CamDiab ha presentato al congresso ATTD 2026 di Barcellona CamAPS Liberty, definita dall’azienda la prima funzione di pancreas artificiale interamente automatico disponibile in commercio, capace di gestire l’insulina senza conteggio dei carboidrati né bolo prima dei pasti.
L’annuncio, diffuso il 10 marzo 2026 dalla società con sede a Cambridge, segna un passaggio delicato per la tecnologia del diabete di tipo 1. I sistemi automatici oggi in uso sono definiti “ibridi” proprio perché richiedono ancora all’utente di comunicare i pasti e di somministrare manualmente parte dell’insulina. CamAPS Liberty punterebbe a superare questo limite, delegando all’algoritmo anche la gestione dei picchi glicemici legati al cibo. La funzione, secondo l’azienda, avrebbe ottenuto l’approvazione dell’organismo notificato europeo nel gennaio 2026 e verrebbe distribuita progressivamente, in attesa dei via libera nei singoli mercati.
Cosa cambia con il fully closed-loop
La differenza tecnica riguarda il grado di automazione. In un sistema ibrido closed-loop l’algoritmo regola l’insulina basale in continuo, ma l’utente deve ancora annunciare i pasti e calcolare il bolo sui carboidrati. Con la modalità completamente automatica, secondo CamDiab, quest’ultimo passaggio non sarebbe più necessario: l’algoritmo, in una versione descritta come più “proattiva”, anticiperebbe e correggerebbe le variazioni della glicemia entro parametri di sicurezza predefiniti.
Roman Hovorka, fondatore di CamDiab e tra i pionieri della ricerca sul pancreas artificiale all’Università di Cambridge, ha commentato: «CamAPS Liberty rappresenta un traguardo enorme per la comunità del diabete, segnando l’alba della tecnologia interamente automatica disponibile in commercio».
Con quali dispositivi funzionerebbe
CamAPS Liberty non è un dispositivo autonomo, ma una funzione integrata nell’app CamAPS FX, che coordina microinfusore e sensore in un unico sistema. La distribuzione iniziale riguarderebbe gli utenti dei microinfusori mylife Loop AID e Dana che già utilizzano l’applicazione.
Sul fronte dei sensori, l’app risulta compatibile con i dispositivi di monitoraggio continuo della glicemia più diffusi. Tra questi figurano:
- i sensori Abbott FreeStyle Libre 3 e Libre 3 Plus;
- il sensore Dexcom G6.
L’architettura resta quindi quella di un ecosistema modulare, in cui l’app fa da regia tra la pompa e il sensore scelti dall’utente, senza vincolarlo a un hardware proprietario unico.
Il controllo manuale non scompare
Nonostante l’automazione spinta, l’azienda precisa che l’utente conserverebbe la possibilità di intervenire. Restano infatti disponibili funzioni come Boost e Ease-off per aumentare o ridurre temporaneamente l’erogazione, oltre alle opzioni Add Meal e al bolo manuale. In pratica, la persona con diabete potrebbe lasciare che il sistema gestisca da solo le fluttuazioni oppure riprendere il controllo diretto quando lo ritiene opportuno.
Questa impostazione riflette una scelta di prudenza tipica del settore: la piena automazione viene proposta come modalità attivabile, non come sostituzione obbligatoria del giudizio dell’utente. La corsa verso i sistemi “fully closed-loop” comporta infatti compromessi, perché delegare all’algoritmo la gestione dei pasti richiede margini di sicurezza ampi per contenere il rischio di ipoglicemie.
Approvazioni e limiti d’uso dichiarati
Sul piano regolatorio, la funzione avrebbe superato la valutazione dell’organismo notificato europeo a gennaio 2026, condizione necessaria per la marcatura CE. Negli Stati Uniti, invece, l’introduzione resterebbe subordinata alle approvazioni specifiche di mercato, che l’azienda dichiara di voler ottenere per rendere la funzione accessibile a tutti gli utilizzatori.
CamDiab indica inoltre alcuni confini d’uso della modalità completamente automatica. Secondo quanto comunicato, la funzione:
- non sarebbe stata testata in gravidanza;
- non risulterebbe raccomandata per i bambini sotto i 13 anni;
- non sarebbe stata validata per il diabete di tipo 2.
Al momento dell’annuncio l’azienda non ha diffuso dati clinici né cifre di efficacia a sostegno della nuova modalità, elemento che gli specialisti considerano centrale per valutarne il reale impatto sul tempo trascorso nel range glicemico. La distribuzione, precisa CamDiab, avverrebbe in modo graduale e legata alle autorizzazioni dei singoli Paesi, senza una data di lancio unica comunicata.
Un tassello nella corsa all’automazione
L’iniziativa di CamDiab si inserisce in una fase in cui diversi produttori stanno lavorando a sistemi sempre meno dipendenti dall’intervento umano. La riduzione del carico gestionale quotidiano, tra conteggio dei carboidrati e calcolo dei boli, è uno degli obiettivi dichiarati da tempo dalla ricerca sul pancreas artificiale, in particolare per chi convive con il diabete di tipo 1 fin dall’età pediatrica.
Resta da capire, sul piano pratico, come la modalità si comporterà nell’uso reale, al di fuori delle condizioni controllate. La disponibilità effettiva in Italia dipenderà dai tempi delle autorizzazioni di mercato e dalla compatibilità con i dispositivi già in dotazione ai pazienti, elementi che l’azienda non ha ancora dettagliato in un calendario preciso.