L’associazione settimanale cagrilintide-semaglutide, nota come CagriSema, ha ridotto emoglobina glicata e peso corporeo più del solo semaglutide negli adulti con diabete di tipo 2. Lo mostra il trial di fase 3 REIMAGINE 2 di Novo Nordisk.
Lo studio è uno dei più ampi del programma di sperimentazione sul farmaco e mette a confronto la combinazione con la terapia oggi più usata tra gli analoghi del GLP-1. I risultati, resi noti dall’azienda e presentati al congresso dell’American Diabetes Association, alimentano il dibattito sulle terapie che agiscono insieme su glicemia e peso.
I numeri dello studio
REIMAGINE 2 ha coinvolto 2.728 adulti con diabete di tipo 2 non adeguatamente controllato con metformina, da sola o associata a un inibitore SGLT2, seguiti per 68 settimane. Alla dose di 2,4 mg per entrambe le componenti, CagriSema ha ridotto l’emoglobina glicata di 1,91 punti percentuali, contro gli 1,76 punti del semaglutide 2,4 mg, partendo da un valore medio dell’8,2%.
Sul versante del peso il divario è più netto. La combinazione ha determinato un calo del 14,2% del peso corporeo, rispetto al 10,2% del semaglutide, su un valore iniziale medio di 101 chili. Nel disegno dello studio figuravano come confronto anche il semaglutide a dose più bassa, la sola cagrilintide e un placebo.
Gli obiettivi combinati raggiunti
Oltre alle medie, i ricercatori hanno misurato la quota di pazienti che centrava insieme più traguardi. Nel gruppo trattato con CagriSema il 57% ha raggiunto un’emoglobina glicata pari o inferiore al 6,5% con una perdita di peso di almeno il 10%, mentre circa un partecipante su quattro ha superato il 20% di calo ponderale.
Sono risultati che collocano la combinazione su un piano diverso rispetto alla monoterapia, anche se il confronto sulla tollerabilità resta un elemento da valutare. I farmaci di questa classe sono associati a effetti gastrointestinali come nausea, in particolare nelle fasi di aumento graduale della dose, e proprio la gestione di questi effetti sarà uno dei nodi dell’uso su larga scala.
Due ormoni, un’unica iniezione
La cagrilintide è un analogo dell’amilina, un ormone prodotto dal pancreas insieme all’insulina che contribuisce a regolare la sazietà e a rallentare lo svuotamento dello stomaco. Il semaglutide agisce invece sul recettore del GLP-1, un altro ormone intestinale coinvolto nel controllo della glicemia e dell’appetito. La combinazione punta a sommare i due meccanismi in un’unica somministrazione settimanale, un approccio che diversi gruppi farmaceutici stanno perseguendo nella corsa alle terapie contro diabete e obesità.
Il programma REIMAGINE e i prossimi passi
«Combinando semaglutide e cagrilintide osserviamo risultati superiori sia nel controllo della glicemia sia nella riduzione del peso rispetto a quelli ottenuti con ciascuna terapia singolarmente», ha dichiarato Martin Holst Lange, vicepresidente esecutivo e responsabile della ricerca e sviluppo di Novo Nordisk.
REIMAGINE 2 fa parte di un programma che comprende più studi sul diabete di tipo 2, con esiti attesi anche sull’uso in aggiunta all’insulina basale. L’azienda ha indicato che una decisione regolatoria sarebbe attesa nell’ultimo trimestre dell’anno, passaggio da cui dipenderà l’eventuale arrivo del farmaco nella pratica clinica.