Farmaci per diabete e obesità, spesa da 1,59 miliardi nel 2025 secondo l’Aifa

Pillole e farmaci su una superficie, tema spesa sanitaria

La spesa per i farmaci antidiabetici a base di agonisti del recettore GLP-1, usati sempre più anche contro l’obesità, ha raggiunto 1,59 miliardi di euro in Italia nel 2025, in crescita del 34,9% sull’anno precedente. Lo riporta il rapporto Osmed sull’uso dei medicinali, diffuso dall’Aifa.

Dietro la cifra c’è uno spostamento nell’uso di questi farmaci, nati per il diabete di tipo 2 e finiti al centro della domanda per il dimagrimento. L’aumento apre un nodo per la sostenibilità del Servizio sanitario, chiamato a distinguere l’indicazione rimborsata dal consumo fuori nota.

I numeri del rapporto Osmed

Il documento dell’Agenzia italiana del farmaco fotografa il 2025 come l’anno della corsa. La spesa complessiva per la classe supera 1,59 miliardi di euro, un salto di oltre un terzo rispetto ai dodici mesi precedenti, che colloca questi medicinali tra le voci più dinamiche della farmaceutica nazionale.

Il rapporto separa la quota a carico del Servizio sanitario, regolata dalla Nota 100 che ne limita la rimborsabilità al diabete, da quella acquistata privatamente in farmacia. È in questa seconda area che si concentra la spinta più forte.

Semaglutide e tirzepatide in testa

Due principi attivi trainano la classe. La semaglutide ha pesato per 430 milioni di euro sul Servizio sanitario e per altri 162,7 milioni di acquisto privato, mentre la tirzepatide ha registrato 123,4 milioni a carico pubblico e 225,5 milioni sostenuti direttamente dai cittadini.

Il confronto tra i due canali mostra un profilo diverso. Per la tirzepatide la spesa privata supera quella rimborsata, un ribaltamento che segnala quanto la domanda si stia muovendo al di fuori dei percorsi previsti per il diabete.

La spinta dell’acquisto privato

Nella fascia dei farmaci a carico del cittadino i consumi sono cresciuti dell’85,7% e la spesa del 75,8%, ritmi che non trovano riscontro nel resto del comparto. Sono numeri che descrivono un mercato alimentato dalla ricerca di un effetto sul peso più che dalla gestione della glicemia.

L’Aifa ha già messo in guardia, con una guida dedicata, contro l’idea che questi farmaci siano una scorciatoia per dimagrire, ricordando che vanno usati sotto controllo medico e all’interno di indicazioni definite.

Un consumo che va oltre il diabete

Il rapporto Osmed collega la crescita alla maggiore domanda di terapie diverse dal trattamento del diabete, un’indicazione che l’obesità, riconosciuta in Italia come malattia cronica, rende sempre più pressante. Il quadro pone alle autorità la questione di come governare l’accesso senza penalizzare chi ha davvero bisogno del farmaco per la glicemia.

I prossimi aggiornamenti dell’Agenzia diranno se il ritmo di crescita del 2025 proseguirà, in un mercato dove nuove molecole e nuovi dosaggi continuano ad arrivare.

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