Le nuove diagnosi di diabete di tipo 2 tra i giovani di 10-19 anni in Colorado sono quasi decuplicate in vent’anni, salendo da 2,37 a 22,30 casi ogni 100mila, secondo un’analisi del Colorado Diabetes Registry che sarà presentata al congresso dell’Easd, a Milano dal 28 settembre al 2 ottobre.
Il dato colpisce perché riguarda una malattia un tempo considerata quasi esclusiva dell’età adulta. «Una generazione fa il diabete di tipo 2 in un adolescente era così raro che molti pediatri potevano attraversare gran parte della carriera senza vederne un caso», ha ricordato Tessa Crume, ricercatrice della Colorado School of Public Health di Aurora.
Un aumento che accelera negli ultimi dieci anni
L’analisi copre il periodo 2002-2023 e registra una crescita media del 3,8% l’anno, che però non si è distribuita in modo uniforme. Il ritmo è salito al 4,72% annuo nella seconda parte del periodo, tra il 2014 e il 2023, segno che il fenomeno si sta rafforzando invece di rallentare.
«In Colorado abbiamo visto il tipo 2 crescere di quasi dieci volte nei giovani in appena due decenni, e l’aumento sta accelerando anziché rallentare», ha osservato Crume. Gli autori collegano la tendenza alla diffusione dell’obesità infantile.
Il contrasto con il diabete di tipo 1
Il confronto con l’altra forma della malattia rende il quadro più netto. Nello stesso arco di tempo l’incidenza del diabete di tipo 1 tra gli under 20 è rimasta pressoché stabile, passando da 25,07 a 27,39 casi ogni 100mila.
In termini assoluti il registro ha contato 1.560 giovani con diabete di tipo 2 e 8.094 con diabete di tipo 1. Il tipo 1 resta quindi più frequente, ma è il tipo 2 a mostrare la traiettoria di crescita più ripida.
Una malattia più aggressiva nei più giovani
La ricerca insiste sulle conseguenze cliniche di una diagnosi precoce. «Il diabete di tipo 2 in un giovane è una malattia più aggressiva rispetto alla stessa diagnosi in un adulto di mezza età», ha spiegato Crume.
Nei pazienti che si ammalano da ragazzi la malattia tende a progredire più in fretta e a portare complicazioni a reni, occhi, nervi e cuore già nei primi anni dell’età adulta, quando la vita lavorativa e familiare è appena cominciata.
Il dato verso il congresso di Milano
Lo studio si basa su un registro che monitora in modo continuativo le diagnosi nei pazienti sotto i vent’anni, una fonte che consente di seguire l’andamento reale e non stimato dei casi. I risultati saranno discussi a Milano durante l’assemblea annuale dell’Associazione europea per lo studio del diabete, dove il tema dell’esordio precoce è atteso tra i più dibattuti.