Il diabete di tipo 2 sta crescendo in modo marcato tra i giovani adulti in Inghilterra, con un aumento dei nuovi casi del 69 per cento nelle donne tra i venti e i ventinove anni, secondo un’analisi dell’Imperial College London pubblicata su Lancet Regional Health Europe. Il dato ribalta l’immagine di una malattia legata soprattutto all’età avanzata.
Una frattura tra le generazioni
Lo studio ha esaminato i nuovi casi di diabete di tipo 2 nell’intera popolazione inglese tra il 2011 e il 2024, utilizzando i dati del National Diabetes Audit. È la prima analisi che stratifica le nuove diagnosi per età, sesso ed etnia su scala nazionale, offrendo una fotografia dettagliata di chi si ammala e quando.
Il risultato mostra una divaricazione netta. Mentre l’incidenza cala nelle fasce più anziane, sale rapidamente tra gli under 40, con l’aumento più ripido tra le donne più giovani. Nella fascia venti-ventinove anni l’incidenza standardizzata per età sarebbe cresciuta del 69 per cento nelle donne e del 43 per cento negli uomini nel periodo considerato.
I numeri principali
- Circa 12.000 persone sotto i trent’anni convivono oggi con il diabete di tipo 2 in Inghilterra.
- L’incremento più forte riguarda le donne tra i venti e i ventinove anni.
- La tendenza cresce in controtendenza rispetto al calo osservato tra i sessanta e i settantanove anni.
L’obesità precoce al centro del fenomeno
Gli autori collegano l’anticipo delle diagnosi all’aumento dell’obesità nelle fasce più giovani. I giovani adulti con diabete di tipo 2 mostrano incrementi dell’indice di massa corporea circa doppi rispetto alle coorti più anziane, con alcuni gruppi che si avvicinano a valori di 40, la soglia dell’obesità grave.
«L’esordio più precoce dell’obesità severa nei giovani sta aumentando il loro rischio già nelle prime fasi della vita», ha dichiarato Shivani Misra, che ha guidato lo studio presso il dipartimento di Metabolismo, Digestione e Riproduzione dell’Imperial College. Un esordio anticipato significa più anni di convivenza con la malattia e un rischio maggiore di complicanze.
Un rischio che attraversa le etnie
Un elemento che gli autori considerano rilevante riguarda la distribuzione per etnia. Contrariamente a un’idea diffusa, la crescita del diabete precoce non si limita alle minoranze. L’aumento risulta particolarmente evidente nelle donne bianche, asiatiche e nere tra i venti e i ventinove anni, e nelle donne bianche tra i trenta e i trentanove.
Perché la lettura per sottogruppi conta
- Consente di indirizzare lo screening verso le fasce in cui i casi crescono davvero.
- Evita di concentrare l’attenzione solo sui gruppi tradizionalmente considerati a rischio.
- Aiuta a calibrare i messaggi di prevenzione sulle giovani donne, oggi le più colpite.
Le implicazioni per i sistemi sanitari
Un diabete che compare a venti o trent’anni cambia il calcolo del carico sanitario. Le persone colpite in giovane età tendono a sviluppare forme più aggressive e affrontano un arco di vita più lungo esposto a rischi cardiovascolari, renali e oculari, con costi assistenziali che si estendono su decenni.
Gli autori invitano a ripensare le politiche di prevenzione e diagnosi precoce tenendo conto di questa nuova geografia del rischio. Se il trend osservato in Inghilterra dovesse confermarsi altrove, i servizi sanitari dovrebbero attrezzarsi per intercettare una popolazione più giovane di quella per cui gran parte dei percorsi di cura è stata pensata.