Ema e Aifa hanno rinnovato l’allerta su una nuova ondata di farmaci agonisti GLP-1 contraffatti, venduti come Ozempic o come prodotti per dimagrire attraverso siti web illegali e piattaforme social, in un mercato reso più fragile dalle carenze di fornitura destinate a protrarsi nel corso dell’anno.
Al centro dell’avviso ci sono i medicinali usati per il diabete di tipo 2 e per l’obesità, la cui domanda è esplosa insieme alla notorietà. Le due agenzie hanno segnalato che la diffusione dei falsi passa soprattutto per canali non autorizzati, dove è impossibile verificare cosa contengano davvero le confezioni.
Penne false spacciate per Ozempic
In Europa sono state rinvenute versioni falsificate di penne pre-riempite vendute come Ozempic attraverso circuiti illegali. Il fenomeno si intreccia con una carenza reale dei prodotti originali, con le cliniche alle prese con forniture insufficienti e i produttori che avvertono di limiti destinati a pesare ancora.
In questo contesto è cresciuta la ricerca di alternative presentate come più facili, più veloci o più economiche. Proprio la promessa di scorciatoie apre la strada ai contraffattori, che intercettano una domanda che i canali regolari faticano a soddisfare.
Quando la truffa imita le istituzioni
La parte più insidiosa riguarda il modo in cui i prodotti vengono promossi. Le campagne imitano lo stile visivo dell’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, e allo stesso tempo spingono formule descritte come a base di erbe, delicate o non invasive, per apparire innocue.
Identità clonate per costruire fiducia
I criminali non si limitano a vendere GLP-1 falsi, ma clonano l’identità delle organizzazioni su cui milioni di persone contano per la sicurezza delle cure. La costruzione di finti contesti ufficiali, spesso generati con strumenti di intelligenza artificiale, serve a far sembrare veri prodotti e promozioni che non lo sono.
I rischi concreti per chi acquista
Il pericolo non è teorico. Acquistando attraverso canali non autorizzati, ricorda l’Aifa, ci si espone a rischi significativi per la salute, perché non è possibile verificare il contenuto reale dei prodotti, le modalità di produzione o le condizioni di conservazione.
- Principi attivi assenti, sottodosati o del tutto diversi da quelli dichiarati.
- Impossibilità di conoscere la filiera produttiva e la catena del freddo.
- Dispositivi di iniezione non conformi agli standard di sicurezza.
- Nessuna tracciabilità in caso di reazioni avverse.
La regola che resta valida
L’indicazione delle autorità è semplice e non ammette eccezioni. Questi medicinali non possono essere acquistati online, e solo l’acquisto in farmacia con ricetta medica è considerato sicuro. È il perimetro dentro il quale la qualità del prodotto e la sua conservazione risultano garantite.
Il richiamo di Ema e Aifa arriva mentre i consumi restano su livelli molto alti e la pressione sulle forniture continua. Per le persone con diabete, che di questi farmaci hanno bisogno per la terapia, la raccomandazione a diffidare delle offerte online diventa parte della sicurezza delle cure, non un semplice avviso commerciale.