A Bari lo screening gratuito per la retinopatia diabetica si affida all’intelligenza artificiale

Immagine del fondo oculare con i vasi della retina usata per lo screening della retinopatia diabetica

La ASL Bari apre il 17 luglio le prenotazioni di «Diabete in Vista», la campagna di screening gratuito della retinopatia diabetica che affida a un retinografo automatizzato e a una piattaforma di intelligenza artificiale la prima lettura del fondo oculare dei pazienti diabetici over 40 residenti in provincia.

La campagna che porta l’occhio dentro il distretto

Il progetto prende avvio nel distretto sociosanitario di via Caduti di Via Fani, a Bari, e proseguirà fino a novembre. L’obiettivo dichiarato dall’azienda sanitaria è intercettare precocemente una delle complicanze più insidiose del diabete, quella che colpisce i piccoli vasi della retina spesso senza sintomi iniziali.

Lo screening si rivolge alle persone con diabete che non hanno effettuato un controllo del fondo oculare negli ultimi dodici mesi. La retinopatia, ricorda la ASL Bari, resterebbe a lungo silenziosa proprio nella fascia in cui un esame regolare potrebbe evitarne l’evoluzione verso forme gravi.

Come l’algoritmo entra nell’esame

La procedura è pensata per essere rapida e non invasiva. Il paziente non ha bisogno della dilatazione pupillare, il passaggio che di solito rende fastidiosa e lunga la visita oculistica tradizionale.

  • Un ortottista esegue l’esame del fondo oculare con un retinografo automatizzato presso l’ambulatorio di Diabetologia.
  • Le immagini vengono trasmesse in tempo reale a una piattaforma basata su intelligenza artificiale.
  • La valutazione a distanza è affidata agli specialisti dell’UOC Oculistica dell’Ospedale Di Venere.
  • Quando emergono segni sospetti, il paziente viene indirizzato verso approfondimenti diagnostici mirati.

La telemedicina permette così di separare il momento della cattura dell’immagine da quello della refertazione, riducendo i tempi e allargando il numero di persone che un singolo ambulatorio può seguire.

Un filtro, non una diagnosi definitiva

L’algoritmo funziona come primo filtro. Non sostituisce l’oculista, ma segnala i casi che meritano attenzione, lasciando allo specialista la parola finale. È un modello che diverse aziende sanitarie italiane starebbero sperimentando per gestire liste d’attesa sempre più lunghe.

Chi può prenotare e dove

Possono aderire i pazienti diabetici con più di 40 anni, residenti in provincia di Bari, che non abbiano controllato il fondo oculare nell’ultimo anno. Le prenotazioni si raccolgono al numero dedicato 342.9760847, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 16 e fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il coordinamento clinico è affidato a Claudio Furino, dirigente medico dell’UOC Oculistica e responsabile del progetto, mentre la regia organizzativa fa capo ad Antonio Acquaviva, direttore del Dipartimento Neurosensoriale della ASL Bari.

Perché la retina racconta il diabete

I numeri spiegano la scelta di puntare sulla diagnosi precoce. In Puglia l’incidenza annuale della retinopatia si collocherebbe tra il 2 e il 6 per cento della popolazione diabetica, una quota che sale in modo netto con gli anni di malattia.

Dopo oltre vent’anni dalla diagnosi, secondo i dati richiamati dalla campagna, le alterazioni retiniche interesserebbero fino al 90 per cento dei pazienti. La ASL Bari definisce la retinopatia diabetica «una delle principali cause di cecità evitabile nella popolazione in età lavorativa», sottolineando come proprio l’aggettivo «evitabile» giustifichi lo sforzo di uno screening di massa.

L’idea di fondo è che un occhio controllato a scadenze regolari offra una finestra sullo stato dei vasi di tutto l’organismo. Intercettare i primi segni sulla retina significa spesso avere il tempo di correggere glicemia, pressione e stili di vita prima che il danno diventi irreversibile.

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