La Puglia ha aggiornato le regole per l’accesso ai sistemi di monitoraggio continuo della glicemia, consentendo ai diabetologi di prescriverli direttamente e cancellando alcuni passaggi burocratici. La mossa riaccende il tema della disparità tra Regioni nella distribuzione delle tecnologie per il diabete.
La svolta pugliese sulla prescrizione diretta
Con il nuovo indirizzo, lo specialista può attivare la fornitura del sensore senza attendere autorizzazioni intermedie che in passato allungavano i tempi e scoraggiavano i pazienti. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e portare il dispositivo prima nelle mani di chi ne ha bisogno.
Il provvedimento riguarderebbe soprattutto le persone in terapia insulinica, per cui il monitoraggio continuo si è ormai imposto come standard. La semplificazione, però, viene letta anche come un segnale politico, perché arriva mentre altre Regioni muovono nella stessa direzione con tempi e criteri diversi.
Una mappa a macchia di leopardo
Il diabete di tipo 2 in Italia riguarda circa quattro milioni di persone, ma il diritto ai sensori dipende ancora dal luogo di residenza. Diverse Regioni hanno esteso la copertura a tutti i pazienti in terapia insulinica, mentre altre mantengono paletti più stretti.
- Tra i territori che hanno allargato l’accesso figurano Lombardia, Lazio, Sicilia, Campania, Basilicata, Marche e Veneto.
- In altre aree i criteri restano legati a soglie cliniche più rigide.
- Il risultato è che due pazienti con lo stesso quadro possono ottenere risposte opposte a poche centinaia di chilometri di distanza.
Questa frammentazione, denunciano da tempo le società scientifiche, trasforma un diritto sanitario in una lotteria geografica, con ricadute concrete sul controllo della malattia e sulle complicanze a lungo termine.
Cosa dicono le nuove linee guida
Sullo sfondo pesano le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, che indicano nel monitoraggio continuo e in quello flash strumenti ormai centrali nella gestione del diabete di tipo 2. Il documento fissa la direzione clinica, ma la traduzione pratica resta affidata alle delibere regionali.
Il divario tra indicazione e rimborso
È proprio in questo spazio che si apre il divario. Una tecnologia raccomandata a livello nazionale non è automaticamente disponibile per tutti, perché il finanziamento passa dai bilanci delle Regioni e dalle loro scelte di priorità.
Il nodo dell’equità tra territori
La partita che si gioca in Puglia e altrove non riguarda solo la spesa, ma il principio di uniformità delle cure sancito dal sistema sanitario nazionale. Estendere l’accesso ai sensori significa spostare risorse verso la prevenzione delle complicanze, dalla retinopatia ai danni renali, che pesano poi molto di più sui conti pubblici.
Le associazioni dei pazienti chiedono un quadro nazionale che riduca le differenze, così che l’innovazione tecnologica smetta di dipendere dal codice di avviamento postale. Le prossime delibere regionali diranno se la spinta verso il monitoraggio gratuito in ogni Regione si consolida o resta un traguardo annunciato.