Assistenza al diabete di tipo 2, da Bari parte l’indagine Fiaso sul Servizio sanitario

Medico e paziente in un ambulatorio ospedaliero di diabetologia

Ha preso il via a Bari il 15 luglio l’indagine nazionale «Diabete di tipo 2 e readiness del Ssn», promossa da Fiaso e Motore Sanità per misurare la capacità del Servizio sanitario di garantire percorsi di cura equi e sostenibili alle persone con la malattia.

Il progetto arriva mentre in Italia i diabetici di tipo 2 diagnosticati sfiorano i 4 milioni, a cui si aggiunge un sommerso stimato in un milione e mezzo di casi non ancora individuati. Una platea che pesa sui conti pubblici per circa 14 miliardi di euro l’anno, pari a un decimo dell’intera spesa sanitaria nazionale.

Un percorso in cinque regioni fino al ministero

La tappa pugliese apre un itinerario che toccherà Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto, per chiudersi al ministero della Salute a Roma. All’incontro di Bari hanno preso parte, in videoconferenza, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato e il presidente di Fiaso Giuseppe Quintavalle, direttore generale della Asl Roma 1.

L’obiettivo dichiarato è raccogliere in ogni territorio le pratiche organizzative che funzionano, per poi diffonderle sul resto del Paese. La federazione riunisce le aziende sanitarie e ospedaliere e usa le regioni come banco di prova del modello assistenziale.

I numeri di una malattia spesso sottovalutata

La sola Puglia conta circa 270 mila persone con diabete di tipo 2, una quota che rende la regione un caso di studio significativo. La patologia resta a lungo silenziosa e i pazienti tendono a rinviare i controlli, con il rischio che le complicanze cardiovascolari e renali si manifestino quando il quadro è già compromesso.

  • Circa 4 milioni di diagnosi accertate in Italia
  • 1,5 milioni di casi stimati ma non diagnosticati
  • 270 mila pazienti in Puglia
  • 14 miliardi di euro di costo annuo per il Ssn

I percorsi di cura al centro del metodo

Il cuore dell’indagine è la valutazione dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, gli strumenti che dovrebbero accompagnare il paziente cronico dalla diagnosi al monitoraggio delle complicanze. «Il metodo per misurare la capacità del sistema di gestire il paziente cronico attraverso i Pdta è diventato via via sempre più innovativo», ha spiegato il direttore di Fiaso, Nicola Pinelli.

Secondo i promotori, l’attenzione va spostata dalla singola prestazione alla continuità della presa in carico, dove si concentrano le disuguaglianze tra territori. È qui che l’indagine punta a fotografare le distanze tra le regioni e a indicare correttivi replicabili.

La sostenibilità economica come vincolo

Al tavolo di Bari sono intervenuti anche Francesco Giorgino, ordinario di Endocrinologia all’Università di Bari Aldo Moro e direttore dell’unità di Endocrinologia del Policlinico, e Claudio Jommi, docente di Economia aziendale alla Bocconi di Milano. Il confronto ha legato l’appropriatezza clinica alla tenuta dei bilanci, in un contesto in cui l’arrivo di nuove terapie amplia le opzioni ma alza la pressione sulla spesa.

La federazione presenterà i risultati regione per regione lungo il percorso, prima della sintesi finale attesa al ministero della Salute. La prossima tappa porterà il confronto in Toscana.

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