La dieta mediterranea e quella a basso contenuto di carboidrati sono gli approcci con le evidenze più solide per prevenire o ritardare il diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio, secondo le Standards of Care in Diabetes 2026 dell’American Diabetes Association.
Le raccomandazioni, pubblicate sulla rivista Diabetes Care, collocano la terapia nutrizionale tra gli interventi centrali della prevenzione e ne chiedono l’applicazione fin dalla diagnosi, non come misura accessoria da attivare solo dopo il fallimento dei farmaci.
Il peso resta la leva principale
Il documento individua nella riduzione del peso corporeo il fattore che pesa di più sul rischio. Nelle persone con sovrappeso o obesità e prediabete, gli interventi strutturati sullo stile di vita dovrebbero puntare a una perdita compresa tra il 5 e il 7 per cento del peso di partenza.
È una soglia modesta ma già sufficiente, secondo l’associazione, a produrre miglioramenti misurabili della glicemia e dei fattori di rischio cardiovascolare. Il calo va poi mantenuto nel tempo, aspetto che la letteratura indica come il più difficile.
Quali modelli alimentari funzionano
Le linee guida non indicano una singola dieta ideale, ma riconoscono alla mediterranea e agli schemi a ridotto apporto di carboidrati le prove migliori nella prevenzione. La scelta va adattata alle preferenze e alle condizioni della persona, per favorire l’aderenza nel lungo periodo.
- Dieta mediterranea come modello con evidenze consolidate
- Schemi a basso contenuto di carboidrati per i soggetti ad alto rischio
- Obiettivo di calo ponderale del 5-7 per cento
- Personalizzazione del piano alimentare
La nutrizione come intervento clinico
Nel testo la terapia nutrizionale è descritta come parte integrante della gestione della malattia. Gli interventi dietetici strutturati risultano associati a miglioramenti significativi dell’emoglobina glicata, del profilo lipidico e del peso corporeo, con un ruolo che l’associazione considera al pari di quello farmacologico nelle fasi iniziali.
Il posto dell’attività fisica
Accanto all’alimentazione, il documento conferma il valore del movimento regolare come componente dei programmi di prevenzione. La combinazione di dieta ed esercizio, ricorda l’associazione, agisce sui meccanismi metabolici che precedono la comparsa del diabete di tipo 2 e ne ritarda l’insorgenza nelle persone predisposte.
Le Standards of Care vengono aggiornate ogni anno e restano il riferimento più seguito dai diabetologi a livello internazionale. La prossima revisione è attesa con il consueto ciclo annuale.