Tra le donne italiane fra i 18 e i 34 anni i casi di obesità sono cresciuti del 75% in dieci anni, passando dal 3,6% del 2016 al 6,3% del 2025. Il dato, tratto dalle rilevazioni Istat 2025, è stato presentato l’8 luglio al Senato durante l’ottavo Italian Barometer Obesity Forum.
I numeri diffusi al Senato
La fotografia scattata dall’Istat racconta un aumento diffuso ma diseguale. Nella stessa fascia d’età l’obesità è cresciuta del 35% tra gli uomini, dal 4,6% al 6,2%, mentre nelle età successive l’incremento è stato più contenuto: dall’8,5% al 10,3% tra i 35 e i 44 anni, dall’11,1% al 12,5% tra i 45 e i 54.
Particolarmente pesante il quadro tra i più giovani. Oltre il 26% dei bambini e ragazzi tra i 3 e i 17 anni è in eccesso di peso, con un picco del 32,3% nella fascia 3-10 anni. La quota sale al 35,8% quando entrambi i genitori si trovano nella stessa condizione, segno di un intreccio tra fattori familiari, sociali e ambientali.
Il legame diretto con il diabete
Il forum, promosso dall’Italian Barometer Diabetes Observatory, ha messo al centro proprio la connessione tra eccesso di peso e malattie metaboliche. «L’obesità si associa a complicanze importanti, come il diabete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie cardiovascolari», ha ricordato Paolo Sbraccia, presidente dell’osservatorio.
Per le donne più giovani, ha aggiunto, la condizione non incide solo sul rischio metabolico: triplicherebbe la probabilità di infertilità e aumenterebbe quella di aborto spontaneo. Un aspetto che sposta il tema dell’obesità dal terreno del singolo stile di vita a quello della salute pubblica e della programmazione sanitaria.
Un’Italia spaccata tra Nord e Sud
I dati confermano un divario territoriale marcato. Le regioni con la maggiore presenza di persone con obesità sono il Molise, la Puglia, la Sicilia e la Campania, mentre i valori più bassi si registrano in Toscana, nella provincia autonoma di Bolzano e in Liguria.
Le regioni ai due estremi
- valori più alti: Molise 14,0%, Puglia 13,2%, Sicilia 12,5%, Campania 12,0%;
- valori più bassi: Toscana 8,7%, Bolzano 8,8%, Liguria 9,3%.
Secondo i dati presentati, l’obesità risulta fino a tre volte più frequente nei gruppi sociali svantaggiati, elemento che lega la diffusione della malattia anche alle condizioni economiche e all’accesso a una corretta alimentazione.
Le misure annunciate dal governo
Sul piano politico, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha rivendicato che l’Italia sarebbe la prima nazione al mondo a dotarsi di una legge dedicata all’obesità, che ne riconosce la natura di malattia cronica. Il provvedimento prevederebbe l’istituzione di un centro nazionale di osservazione e un programma di prevenzione.
A fare da cornice c’è il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, che indica tra le priorità il contrasto a sovrappeso e obesità attraverso l’integrazione tra sanità, scuola, sport e ambiente. L’efficacia di questi strumenti si misurerà nei prossimi anni sulla capacità di invertire una curva che, per ora, continua a salire soprattutto tra i giovani.