Un sensore misura insieme glicemia e chetoni, il debutto europeo del Libre Duo

Sensore per il monitoraggio della glicemia applicato sul braccio con smartphone

Abbott ha presentato un sensore capace di misurare nello stesso momento glicemia e chetoni, due parametri finora affidati a dispositivi separati. Il prodotto, chiamato Libre Duo, ha ottenuto la marcatura CE ed è stato illustrato durante il congresso dell’American Diabetes Association che si è tenuto a New Orleans a inizio giugno.

Secondo l’azienda si tratterebbe del primo sensore al mondo in grado di rilevare entrambi i valori in continuo, aggiornandoli ogni minuto. Il dispositivo si applica sul braccio come i comuni monitoraggi continui del glucosio e invia i dati a un’applicazione, senza bisogno di pungere il dito.

Perché i chetoni contano quanto la glicemia

I chetoni sono sostanze che l’organismo produce quando le cellule, in mancanza di insulina sufficiente, iniziano a bruciare grassi al posto degli zuccheri. Un loro accumulo rapido può portare alla chetoacidosi diabetica, una complicanza acuta e potenzialmente pericolosa che colpisce soprattutto le persone con diabete di tipo 1.

Oggi la maggior parte dei pazienti misura i chetoni solo in situazioni di allarme, con strisce dedicate e in modo occasionale. Poter osservare la loro tendenza in tempo reale, insieme alla glicemia, offrirebbe un segnale precoce prima che i valori peggiorino, un vantaggio che Abbott descrive come il cuore del nuovo dispositivo.

Come funziona il sensore Libre Duo

Il Libre Duo integra in un unico cerotto due sistemi di rilevazione. Uno segue l’andamento del glucosio nel liquido interstiziale, l’altro traccia i chetoni con la stessa frequenza. I dati confluiscono in un’unica schermata, così che chi lo indossa possa leggere insieme i due parametri e cogliere il momento in cui iniziano a divergere.

Un dato in più per le terapie automatiche

La lettura combinata interessa anche i sistemi di erogazione automatica dell’insulina, i cosiddetti pancreas artificiali, che regolano le dosi in base ai valori del sensore. Aggiungere l’informazione sui chetoni potrebbe in prospettiva rendere più prudenti gli algoritmi nelle fasi a rischio, anche se al momento il Libre Duo viene proposto come strumento di monitoraggio e non come parte di un sistema a circuito chiuso.

Il monitoraggio dei chetoni in continuo resta una frontiera relativamente giovane rispetto a quello del glucosio, ormai maturo e diffuso. La sfida tecnica sta nel garantire misurazioni affidabili anche quando i valori sono bassi, così da distinguere una fluttuazione normale da un segnale che merita attenzione. La bontà di questo equilibrio si vedrà solo con l’uso su larga scala.

Dove è disponibile e dove no

Il percorso regolatorio del dispositivo procede a velocità diverse a seconda dei mercati. In Europa la marcatura CE apre la strada alla commercializzazione, mentre negli Stati Uniti Abbott ha depositato la richiesta di autorizzazione e il prodotto resta per ora classificato come sperimentale.

  • Marcatura CE ottenuta, primo passo verso la vendita nei Paesi europei.
  • Domanda di autorizzazione presentata alle autorità statunitensi.
  • Aggiornamento dei due valori ogni minuto sullo smartphone.

I tempi effettivi di arrivo nelle farmacie e la copertura da parte dei sistemi sanitari restano da definire, e peseranno molto sull’uso reale del dispositivo. Un conto è la disponibilità tecnica, un altro è il rimborso che rende accessibile uno strumento a chi ne trarrebbe più beneficio.

Il contesto della tecnologia per il diabete

La presentazione del Libre Duo si inserisce in una stagione ricca di annunci sui dispositivi indossabili. Al congresso di New Orleans diversi produttori hanno mostrato sensori più piccoli, microinfusori ridotti nelle dimensioni e algoritmi più raffinati, in una corsa che negli ultimi anni ha spostato l’attenzione dalla singola misurazione alla gestione continua dei dati.

La misurazione simultanea di glucosio e chetoni segue una logica precisa, quella di anticipare le complicanze invece di rincorrerle. Se la promessa reggerà alla prova dell’uso quotidiano dipenderà dall’affidabilità delle rilevazioni e dalla capacità dei pazienti di trasformare un dato in più in una decisione utile, sotto la guida del proprio diabetologo.

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