L’Italia avvia nel corso del 2026 il primo programma nazionale di screening pediatrico per il diabete di tipo 1 e la celiachia, previsto dalla legge 130 del 2023 e primo al mondo a offrire il test gratuito a tutti i bambini.
Il via effettivo è graduale e parte dalle regioni già pronte, quelle che avevano partecipato ai progetti pilota degli anni precedenti. L’obiettivo è individuare la predisposizione alle due malattie prima che compaiano i sintomi, così da evitare gli esordi più gravi e accompagnare le famiglie con un monitoraggio nel tempo.
Una legge unica al mondo
La normativa, approvata dal Parlamento il 17 settembre 2023, istituisce uno screening rivolto alla popolazione pediatrica tra 1 e 17 anni. Nessun altro Paese ha finora adottato un programma nazionale strutturato per la ricerca precoce del diabete di tipo 1 su base volontaria e gratuita.
La fase pilota, condotta prima dell’estensione, ha invitato i bambini in tre fasce d’età, a 2, 6 e 10 anni, per verificare l’organizzazione dei centri e la risposta delle famiglie. Il coordinamento scientifico è affidato all’Istituto Superiore di Sanità, con il coinvolgimento del Ministero della Salute e dei pediatri di libera scelta sul territorio.
Le prime regioni a partire
L’attivazione riguarda in avvio le regioni che avevano sperimentato il modello, tra cui Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, con un’espansione progressiva alle altre. Lo screening ricerca gli anticorpi che segnalano una fase precoce del diabete di tipo 1 e i marcatori della celiachia, così da avviare i controlli prima della manifestazione clinica.
La diagnosi anticipata del diabete di tipo 1 punta in particolare a ridurre i casi di chetoacidosi, la complicanza acuta che può presentarsi quando la malattia viene riconosciuta troppo tardi.
Perché la diagnosi precoce conta
Alla promulgazione della legge, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, tra i promotori del provvedimento, ne aveva legato l’urgenza a una vicenda concreta. «Oggi tagliamo un traguardo straordinario. Dobbiamo fare ancora più in fretta perché, pochi giorni fa, un bambino di 6 anni è morto per chetoacidosi», aveva dichiarato.
Sullo stesso piano si era espresso Ugo Cappellacci, presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, secondo cui «la salute si può perseguire attraverso la prevenzione e la diagnosi precoce», evitando gli esiti più drammatici legati al ritardo nell’individuazione della malattia.
Risorse e prossime tappe
Il finanziamento previsto dalla legge ammonta a 3,85 milioni di euro l’anno per il biennio 2024-2025 e a 2,85 milioni annui a partire dal 2026, destinati a coprire test, organizzazione e formazione del personale.
- screening rivolto alla fascia 1-17 anni, gratuito e volontario
- ricerca precoce di diabete di tipo 1 e celiachia
- coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanità con i pediatri di libera scelta
Con l’avvio delle prime regioni, il programma dovrebbe estendersi negli anni successivi al resto del territorio, man mano che i centri completeranno la preparazione richiesta per gestire inviti, test e presa in carico dei bambini risultati positivi.