Parlami di te come presidente: intervista a Maria Teresa.

 

Iniziamo la nostra rubrica: Parlami di te come presidente con  Maria Teresa Marangon, presidente dell’associazione diabetici di Chioggia.

L’associazione diabetici di Chioggia è nata nel 1989, una associazione di volontariato a servizio del paziente diabetico.
Ha sempre lavorato in collaborazione con il Servizio di Diabetologia e negli anni è diventata un punto di riferimento indispensabile per tutta la popolazione diabetica.
I volontari sono presenti al Servizio di Diabetologia tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 circa.
Sono a disposizione dei pazienti per affrontare problematiche inerenti la conoscenza  della malattia,l’applicazione della terapia,l’autocontrollo,la prevenzione delle complicanze e l’alimentazione.

Si favorisce l’educazione sanitaria attraverso corsi diretti ai diabetici e ai loro familiari avvalendoci del supporto del nostro Diabetico Guida.

 

1)Da quanto tempo é presidente di questa associazione?

Sono presidente dell’Associazione Diabetici di Chioggia dal 1997. Da statuto, quest’anno, il mio mandato avrebbe dovuto scadere, ma, all’unanimità, con una proroga, sono stata rivotata nell’ultima assemblea.

 

2) Attualmente quanti sono gli iscritti ?

Gli iscritti all’associazione sono circa 3.000, ma rinnovano il tesseramento circa 500 soci all’anno.

 

3) Lei è diabetica/o? Cosa l’ha spinta ad accettare la carica di presidente?

Si, io sono diabetica di tipo 1 dal 1982.

Questa Associazione è nata nel 1989 assieme al Servizio di Diabetologia e io sono stata presente, sin dall’inizio, come componente del direttivo. Negli anni la passione e il coinvolgimento in tutto quello che facevo crescevano sempre più.

Poter aiutare altre persone con la mia stessa patologia a risolvere problemi sulla gestione quotidiana della malattia, mi dava una gratificazione immensa. Purtroppo il mondo del volontariato non è qualcosa di scontato e, dopo qualche anno, l’Associazione ha subìto sia una carenza di volontari che la dipartita dell’allora presidente. Mi sono trovata di fronte ad un bivio: accettare la carica di presidente o accettare che tutto quello che stavamo costruendo per i pazienti diabetici svanisse. Invogliata ad assumermi questa importante carica anche dall’allora responsabile del servizio di diabetologia, accettai. Ora, senza falsa modestia, posso dire che siamo diventati un punto di riferimento indispensabile per tutti i pazienti diabetici, quindi sono pienamente convinta di aver fatto il passo giusto.

 

4) Come riesce a coinvolgere i soci, con quali attività?

Coinvolgere i soci non è sempre facile, perché la maggior parte di loro ha  un’età che va dai sessantacinque anni in su. Il nostro compito principale, quindi, è orientato sulla prevenzione ed educazione. Cerchiamo di far capire loro quanto importante sia imparare l’autogestione e, per far ciò, oltre a coinvolgerli durante l’attesa della visita in ambulatorio, organizziamo corsi a gruppi di pazienti.

In questi incontri si impara a convivere con il diabete, gestendolo quotidianamente nel migliore dei modi, per arrivare ad un buon compenso metabolico e allontanare le complicanze. Insegniamo loro l’importanza del connubio tra terapia, alimentazione e attività fisica.

Altro corso tratta la prevenzione del piede diabetico, e quindi si insegna a scrutare e curare il piede, proprio per prevenire questa complicanza che sappiamo essere una delle più diagnosticate  dai diabetologi.

Cerchiamo di curare anche l’aspetto psicologico, organizzando degli incontri con una psicologa capace di affrontare le problematiche che un malato cronico può avere.

 

 

5) Quali sono gli aspetti in cui secondo lei deve prepararsi un presidente? Quali conoscenze sono essenziali?

Innanzi tutto un presidente DEVE avere passione e coinvolgimento per tutto quello che fa.  Essere convinto che il suo lavoro, unito a quello di tutti i suoi collaboratori volontari, è fondamentale per la persona con diabete e i suoi famigliari.

Le conoscenze che si dovrebbero avere sono molteplici, ma credo che le più importanti siano legate alla preparazione sui diritti delle persone con diabete, per quanto riguarda la cura, l’assistenza e la prevenzione, perché il miglioramento della qualità  di vita di tutte le persone con diabete è essenziale.

Un diabetico ha il diritto di vivere una vita sociale e lavorativa alla pari dei non diabetici e noi dobbiamo essere in grado di difenderlo.

 

6) Collabora con altre associazioni del suo territorio? Fa parte del coordinamento o federazione della sua regione? Organizzate iniziative insieme?

Noi facciamo parte della FAND nazionale e del Coordinamento delle Associazioni del Veneto.

Ogni Associazione è a conoscenza delle iniziative delle altre, ma, solitamente, organizziamo gli eventi  da soli, cercando di partecipare anche agli eventi degli altri.

Da qualche anno organizziamo gli screening nelle piazze in collaborazione con l’Associazione Cuore Amico di Chioggia.

 

7) Che rapporto avete con i medici di famiglia ed i Diabetologi delle strutture pubbliche?

Come Associazione, noi operiamo in collaborazione con il Servizio di Diabetologia e il nostro rapporto è ottimo. Il nostro diabetologo è anche il responsabile di tutto il nostro operato presso la diabetologia.

Con i medici di medicina generale non abbiamo molti rapporti se non quando ci incontriamo per la commissione diabetologia dell’ulss.

8) Cosa significa per lei far parte di un’ Associazione?

Far parte di una associazione, nella fattispecie la mia che si occupa di diabete, significa cercare in tutti i modi di riuscire a dare un aiuto fondamentale per migliorare la vita delle persone affette da questa patologia, supportandoli sotto tutti i punti di vista. Motivare la persona affetta da diabete e capire l’importanza dell’autocontrollo e autogestione, significa, secondo me, far conquistare loro autostima, serenità e, soprattutto, autonomia. Far parte di una associazione, significa , anche, dare un sostegno psicologico, facilitando i rapporti interpersonali in modo tale da far condividere preoccupazioni e timori.

 

9) Ha un sogno nel cassetto che vorrebbe diventasse realtà prima di finire il suo mandato?

Sogni ce ne sono sempre tanti quando si fa parte di una associazione e la si ama…… La cosa, però,  che più mi sta a cuore in questo momento, è riuscire a trovare un valido sostituto per quando finirà definitivamente il mio mandato. Vorrei riuscire a trasmettere la mia passione, la mia dedizione, in modo tale che tutto ciò che è stato  creato fino ad oggi per il paziente diabetico continui ad esistere…….

CARTADEISERVIZI12018

aprile 23, 2018

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