Malattia parodontale e diabete: linee guida

European Federation of Periodontology (Efp) e la International Diabetes Federation (Idf) hanno prodotto un documento di linee guida rivolto a medici, odontoiatri e pazienti, con lo scopo di migliorare la prevenzione.

Nel cinquantesimo rapporto CENSIS di dicembre 2016 viene riportato un dato impressionante: 11 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato nel 2016 alcune prestazioni sanitarie e tra queste spiccano le cure odontoiatriche. È un esito negativo in costante aumento negli anni della crisi economica: la quota di popolazione che durante il 2013 si è rivolta al dentista o all’ortodontista e’ pari al 37,9% dal 39,3% del 2005 mentre aumenta dal 24,0% al 29,2 % la percentuale di persone che hanno dilazionato le visite in un arco temporale più lungo , da 1 a 3 anni , riducendo anche il numero dei trattamenti effettuati ( il 70,7% nel 2013 , 49,3% nel 2005 ) .

Sempre nel 2013 il 12% delle persone di 14 anni e più ha rinunciato , nei 12 mesi precedenti a una visita odontoiatrica o a trattamenti per motivi economici . Sul totale di chi rinuncia alle visite con maggiore età di 14 anni , i motivi economici incidono per l’85,2% . Le visite per la prevenzione o per la pulizia dei denti professionale sono solo il 16,1% nel meridione la metà di quella del nord ( 30,7%) . Tutti gli indicatori di accesso alle cure della salute orale indicano disuguaglianze sociali consistenti : il ricorso al dentista supera il 50% tra le persone con titolo di studio alto e scende del 27,6% tra chi ha conseguito al massimo la licenza  media .

Questo dato permane anche nei bambini dai 3 ai 14 anni ( il 41,5% non è mai andato dal dentista se i genitori hanno al massimo la licenza media , tra i bambini stranieri il 46,3%. Le persone anziane senza alcun dente naturale sono il 17,9% tra coloro che hanno almeno la laurea e il 41,6% tra quanti hanno un basso titolo di studio .

È noto come l’assistenza odontoiatrica nel nostro paese rappresenti il settore in cui il SSN ha tradizionalmente avuto un impegno limitato , nonostante le molteplici implicazioni di carattere sanitario e sociale con una quantità di prestazioni erogate nel settore pubblico tra i livelli più bassi in Europa: il 0,6% visite per abitante per anno , a fronte di 1,8% visite in Belgio , 1,4% in Germania e 2,1% in Olanda. È indubbio che promuovere e favorire programmi di prevenzione e cura delle patologie più diffuse della bocca rappresenta una misura fondamentale in termini di efficacia e favorevole rapporto costi -benefici , considerando anche che diversi fattori di rischio per le malattie del cavo orale ( batteri alimentazione non adeguata fumo stili di vita scorretti ) sono comuni ad altre malattie cronico degenerative e quindi la prevenzione va considerata come un’azione più ampia di promozione della salute globale del cittadino . 

Diabete e Parodontite 

 Il Documento congiunto AMD SID SIDdP Società italiana di paradontologia e Impiantologia evidenza come diabete e parodontite siano due patologie correlate al punto che è stata teorizzata una relazione a due vie : il soggetto con parodontite ha una tendenza a sviluppare il diabete. L’associazione tra diabete e malattie parodontali è ben consolidata. Il diabete è un fattore di rischio per la malattia parodontale , con i pazienti diabetici che presentano una prevalenza maggiore rispetto agli adulti sani . Diversi meccanismi coinvolti nella patogenesi del diabete sono stati associati con la progressione della malattia parodontale e i dati attuali supportano la conclusione che i pazienti diabetici sono ad aumentato rischio di malattie parodontali , e che i pazienti con diabete scarsamente controllato sono a rischio di grave parodontite .

Ciò comporta la distruzione di tessuto connettivo orale e perdita ossea generalizzata che conduce infine alla perdita dei denti. Più recentemente questa correlazione è stata stimata da due review e una, in particolare, ha valutato come gli outcome positivi del trattamento della parodontite sul controllo metabolico rilevino una riduzione dell’emoglobina glicosilata dello 0.36% a tre mesi . Un altro lavoro di revisione del 2013 ha rafforzato l’esistenza del legame tra parodontite e diabete tipo 2 , mentre sul diabete tipo 1 la correlazione sta emergendo negli ultimi anni ,e sul diabete gestazionale i dati sono ancora insufficienti.

Un altro studio ha invece esaminato la correlazione tra parodontite, eduntilia, e sviluppo di macroalbuminuria , e insufficienza renale terminale , giungendo alla conclusione che l’incidenza di macroalbuminuria aumentava con l’aumento della gravità della parodontite e la più alta incidenza era il gruppo di persone edentuli .                                 

PREVENZIONE  

L’educazione per la prevenzione delle malattie dei denti si basa innanzi tutto sulla corretta igiene del cavo orale . La carie è definita una malattia a eziologia multifattoriale , localizzata , cronico degenerativa post eruttiva che interessa il tessuto duro dentale determinandone la distruzione con formazione di cavità e può essere causa di processi infettivi come l’ascesso periapicale . Tra i fattori di rischio dello sviluppo della malattia cariosa : una flora batterica cariogena adesa alla superficie dentale ( biopellicola ) una dieta ricca di carboidrati fermentabili e ridotte difese intrinseche dell’ospite.

La placca dentale o placca batterica , in 1mm3 del peso di circa 1mg ospita circa 108 batteri oltre 300 specie diverse e numerosi studi clinici , hanno provato in maniera convincente che la regolare rimozione quotidiana della placca dentale nella maggior parte dei pazienti previene le malattie dentali . Infatti lo spazzolino manuale di tutte le superfici  dei denti , da eseguire senza esercitare una forza eccessiva che potrebbe causare danni di erosione e abrasione , consente la rimozione del 78% della placca dentale.

La relazione tra zuccheri fermentabili assunti e saccarosio , glucosio , maltosio , lattosio e fruttosio è stato messo in relazione con l’alta incidenza di carie in diversi studi clinico epidemiologici e con un diverso grado di cariogenicita’ . Il saccarosio sembra giochi un ruolo cruciale nello sviluppo della carie perché oltre alla fermentazione con produzione di acidi deboli risulta essere in grado di produrre glucani insolubili . Ma l’elemento più importante nella genesi della patologia cariosa non sarebbe la dose di carboidrati assunta complessivamente ma la frequenza con la quale questi vengono assunti : infatti l’elevata frequenza aumenta la probabilità di carie.

La distruzione permanente dell’architettura del dente avviene attraverso una cascata di eventi che originano dalla fermentazione dei carboidrati, attraverso processi di fermentazione , formazione di metaboliti acidi , demineralizzando smalto e dentina e successiva disgregazione della componente organica del tessuto dentale.

Un ruolo importante giocano le variabili riguardanti l’ospite , in particolare la saliva , ma anche l’azione meccanica della lingua e le difese immunitarie proprie del cavo orale. Studi recenti hanno evidenziato come negli adulti l’uso di paste dentifricie fluorate diminuiscano sensibilmente la formazione di nuove carie , con riduzione del 33,3% rispetto al placebo . L’approccio sistematico all’utilizzo di paste dentifricie a base di fluoro insieme all’introduzione di programmi di sensibilizzazione e informazione nelle famiglie e nei luoghi di lavoro rappresenterà un adeguato fattore di protezione e prevenzione della patologia cariosa , così come l’uso dello spazzolino elettrico . 

A livello di cavo orale , il diabete mellito comporta una maggior suscettibilità a gengiviti e par odontopatia , oltre che di alterazioni della produzione e composizione salivare . Queste manifestazioni sono più frequenti e severe in caso di pazienti scompensati o con scarso livello di igiene orale. Inoltre in alcuni studi è stato rilevato che i bambini diabetici sono suscettibili di candidosi orali pseudomembranose indotte dallo squilibrio dell’ecosistema orale e dalla xerostomia . Le infezioni costituiscono ancora oggi una delle principali cause di ricovero ospedaliero e di mortalità nei pazienti con diabete mellito sia di tipo 1 che di tipo 2 . Le evidenze sui risultati della prevenzione per la salute dei denti in termini di costi e di conservazione di un apparato boccale sano , dovrebbe spingere il sistema sanitario a investire di più nella prevenzione e in particolare su quelle figure sanitarie come gli infermieri che hanno la prevenzione e l’educazione alla popolazione sana e non.

Le linee guida

In questo scenario, che tuttora presenta lacune da colmare, ma nel quale il collegamento tra malattia parodontale e diabete appare ormai assodato, la European Federation of Periodontology (Efp) e la International Diabetes Federation (Idf) hanno prodotto un documento di linee guida (link sotto)  rivolto a medici, odontoiatri e pazienti, con lo scopo di migliorare la prevenzione, far sì che le diagnosi siano formulate sempre più precocemente e trattare nel modo migliore i pazienti che soffrono di entrambe le patologie.

In particolare, gli esperti raccomandano che medici e dentisti si attivino per fornire una formazione di base sulla salute orale a tutti i pazienti diabetici. Chiunque soffra di qualche forma di diabete mellito deve sapere che il suo rischio di contrarre malattia parodontale è aumentato, che la parodontite non trattata ha un impatto negativo sul controllo metabolico e può anche aumentare il rischio di complicanze del diabete, come malattie cardiovascolari e renali. Alle persone con diabete, i medici dovrebbero dunque chiedere di rivolgersi all’odontoiatra per verificare la presenza di parodontite. Anche se non viene diagnosticata alcuna parodontite, si raccomanda un controllo parodontale annuale.

Oltre alla malattia parodontale, i pazienti con diabete devono essere informati che possono essere soggetti ad altre condizioni orali come la secchezza delle fauci e la sindrome della bocca che brucia; inoltre, sono ad aumentato rischio di infezioni fungine orali e sperimentano una guarigione delle ferite peggiore rispetto a quelli che non hanno il diabete. Infine, le persone diabetiche con un’estesa edentulia dovrebbero essere incoraggiate a sottoporsi a una riabilitazione dentale per ripristinare un’adeguata masticazione.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29208508

 

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