Il Ministero della Salute sul metodo Panzironi: “Attivati i Nas e chiesti pareri a Ordini e Css per richiesta rettifica”

Il sottosegretario Fugatti ha risposto così ad un’interrogazione di Fratelli d’Italia alla Camera sul metodo ‘Life 120’ promosso dal giornalista in alcune trasmissioni televisive che si basa sull’assunto, come sostenuto dall’interrogante, “che tutte le malattie, anche quelle più gravi come autismo, Alzheimer, diabete, e tumori sarebbero causate dalla cattiva alimentazione, che si concretizza nel consumo di carboidrati, e si curerebbero con le spezie”.

Il Ministero della Salute sta acquisendo i necessari pareri per richiedere la rettifica sul metodo «Life 120», promosso dal giornalista Adriano Panzironi e suo fratello, e pubblicizzato nella trasmissione «Il cercasalute», messa in onda sul canale 128 del digitale terrestre e sul canale 828 di Sky, e rilanciata da una rete di emittenti regionali, tra le quali in Toscana «Canale 10». Lo ha reso noto oggi alla Camera il sottosegretario alla Salute, Massimo Fugatti rispondendo ad un’interrogazione di Fratelli d’Italia che chiedeva di far luce sul metodo promosso dal giornalista.

La risposta integrale del Sottosegretario alla Salute:

Innanzitutto ringrazio l’onorevole interrogante perché con il suo atto ispettivo consente di dare notizia delle iniziative già intraprese dal Ministero della Salute in merito alla questione rappresentata. In via preliminare e del tutto generale si deve far presente che negli ultimi anni si è ulteriormente esteso nel settore sanitario, e precisamente nell’ambito dell’attività di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, un diffuso abusivismo da parte di soggetti che, in assenza dei titoli abilitanti per l’esercizio delle attività sanitarie, praticano diagnosi e terapia su inconsapevoli cittadini, che vengono così ad essere sottratti ingannevolmente alle cure di competenza dei professionisti sanitari.

L’abusivismo professionale ha assunto dimensioni preoccupanti anche in campo nutrizionale, dove spesso categorie professionali non sanitarie formulano diete o dispensano consigli alimentari senza averne le reali competenze, incidendo così sulla salute dei cittadini. È in questo contesto, dunque, che si inserisce la problematica specifica sollevata dall’onorevole interrogante, in merito alla quale si rappresenta quanto segue. Il metodo Life 120, promosso dal giornalista Adriano Panzironi e suo fratello, è stato già oggetto di attenzione da parte della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, la quale, con nota del 27 febbraio 2018, ha comunicato al Ministero della Salute di ricevere continue sollecitazioni per intervenire sulle iniziative promosse su numerose reti televisive dal giornalista Adriano Panzironi, ideatore di un omonimo metodo sui regimi alimentari e diete.

Con medesima nota, la stessa Federazione ha fatto presente di essere stata interpellata anche dall’Ordine nazionale dei biologi con nota del 15 febbraio 2017, con cui tale Ordine, preoccupato dalla diffusione del metodo Panzironi, in quanto privo di qualunque base scientifica, chiedeva alla Federazione di farsi promotrice di una richiesta di intervento da parte del Ministero della Salute a tutela sia della salute dei cittadini sia delle attività professionali riservate alle categorie abilitate. La Federazione nazionale ha altresì comunicato a questo Ministero che, a seguito di una trasmissione televisiva, le Iene, andata in onda il 15 dicembre 2017, durante la quale veniva denunciato il metodo Panzironi, si era già attivata presso gli Ordini dei medici delle province di Firenze e Napoli al fine di acquisire informazioni su due medici citati nella trasmissione in quanto coinvolti nella propaganda del metodo stesso.

La Federazione, conclusivamente, ha chiesto dunque al Ministero della Salute l’attivazione delle procedure di cui all’articolo 7 della legge n. 175 del 1992 per la rettifica delle informazioni “pseudoscientifiche che continuano ad essere promosse dalle reti radiofoniche e televisive” da parte del giornalista Panzironi. Occorre ricordare che, ai sensi dell’accennata disciplina, il Ministro della Salute, di propria iniziativa o su richiesta degli Ordini e dei Collegi professionali, ove costituiti, può disporre la rettifica di informazioni e notizie su argomenti di carattere medico controversi, forniti al pubblico in modo unilaterale attraverso la stampa o i mezzi di comunicazione radiotelevisivi.

A tal fine, il Ministro, sentito, ove necessario, il parere del Consiglio superiore di sanità, invita i responsabili della pubblicazione o della trasmissione, fissando ad essi un termine, a provvedere alla divulgazione della rettifica, che deve avvenire con lo stesso rilievo e, quando trattasi di trasmissioni radiofoniche o televisive, nelle stesse ore in cui è stata diffusa la notizia cui si riferisce la rettifica stessa. A seguito delle predette segnalazioni, il Ministero, il 30 aprile 2018, si è attivato presso il Nucleo carabinieri per la sanità, chiedendo di verificare se i contenuti delle informazioni propagandate nelle trasmissioni televisive dal signor Adriano Panzironi invadano gli ambiti di competenza riservati alle professioni sanitarie e di verificare di quali titoli di studio lo stesso sia in possesso. Contestualmente, al fine di poter intraprendere, come richiesto dalla Federazione e dall’Ordine nazionale dei biologi, le procedure di cui all’articolo 7 della legge n. 175 del 1992, che prevedono il coinvolgimento anche del Consiglio superiore di sanità, è stato chiesto agli enti menzionati di trasmettere tutti gli elementi informativi sui metodi e sui regimi alimentari propagandati dal giornalista Panzironi attraverso le trasmissioni televisive.

In particolare, è stato chiesto di evidenziare quali sono i consigli dietetici non corretti che vengono forniti dal giornalista Panzironi e i motivi che ne escludono una base scientifica, determinando lo stato di pericolosità per la salute dei cittadini. Al momento attuale informo che il Ministero è in attesa di ricevere notizie sugli accertamenti ancora in corso effettuati dai Carabinieri-Nuclei antisofisticazioni e sanità, mentre l’Ordine nazionale dei biologi, con nota del 28 maggio scorso, ha fatto pervenire una dettagliata relazione, nella quale vengono evidenziate motivate perplessità in ordine alla rilevanza scientifica del metodo proposto dal giornalista Panzironi.

Di recente, il 28 giugno scorso, il Ministero ha allora sollecitato la stessa Federazione a fornire gli elementi informativi richiesti con la citata nota del 30 aprile 2018.

Desidero rassicurare fin da subito l’onorevole interrogante che, una volta acquisiti gli elementi informativi richiesti, essi verranno immediatamente approfonditi da parte del Consiglio superiore di sanità ai fini della instaurazione delle procedure di cui all’articolo 7 della legge n. 175 del 1992.

Desidero comunque cogliere l’occasione del presente dibattito per informare che, in occasione di circostanze simili a quelle oggetto del presente atto ispettivo, il Consiglio superiore di sanità, con parere del 12 aprile 2011, ha già chiarito quali siano le competenti figure professionali sanitarie in relazione alla prescrizione ed elaborazione delle diete alimentari, riferendo quanto segue: mentre il medico chirurgo può, ovviamente, prescrivere diete a soggetti sani e a soggetti malati, è corretto ritenere che il biologo possa elaborare e determinare diete nei confronti sia di soggetti sani, sia di soggetti cui è stata diagnosticata una patologia solo previo accertamento delle condizioni fisiopatologiche effettuate dal medico chirurgo.

Altro aspetto: il biologo può autonomamente elaborare profili nutrizionali, al fine di proporre alla persona che ne fa richiesta un miglioramento del proprio benessere, quale orientamento nutrizionale finalizzato al miglioramento dello stato di salute; in tale ambito può suggerire o consigliare integratori alimentari, stabilendone o indicandone anche le modalità di assunzione. Altro aspetto: il dietista (profilo professionale dell’area tecnico-sanitaria, individuato dal DM 14 settembre 1994, n. 744, ex articolo 6, comma, 3 del decreto legislativo n. 502 del 1992) opera nelle strutture del Servizio sanitario nazionale, in collaborazione con il medico, ai fini della formulazione delle diete su prescrizione medica.

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