Elecoglipron, la pillola GLP-1 abbatte glicemia e peso nel diabete di tipo 2

Pillole di un farmaco su una superficie clinica

Una pillola sperimentale a base di elecoglipron ha ridotto in modo marcato glicemia e peso corporeo negli adulti con diabete di tipo 2, secondo lo studio SOLSTICE presentato all’86ª edizione delle Scientific Sessions dell’American Diabetes Association e pubblicato in contemporanea su The Lancet.

Il dato interessa un fronte finora poco esplorato. Gli agonisti del recettore GLP-1, oggi tra i farmaci più usati contro il diabete e l’obesità, arrivano quasi sempre in forma iniettabile o come peptidi orali dai vincoli stringenti. Una molecola non peptidica assunta per bocca, se confermata, allargherebbe l’accesso a una terapia che molti pazienti faticano a integrare nella routine quotidiana.

I numeri dello studio SOLSTICE

Lo studio, di fase 2b, randomizzato e controllato con placebo, ha arruolato 406 adulti con diabete di tipo 2 in nove paesi, Stati Uniti compresi. I partecipanti sono stati assegnati a diversi schemi di dose iniziale, di titolazione e di mantenimento, così da valutare più regimi in parallelo.

Dopo 26 settimane, elecoglipron ha abbassato la glicemia più del placebo a tutte le dosi testate. Fino all’89,6% dei pazienti trattati ha raggiunto un valore di emoglobina glicata del 7%, la soglia che gran parte delle linee guida indica come obiettivo per l’adulto con diabete; nel gruppo placebo la stessa soglia è stata centrata dal 24,9%. Sul peso, fino al 72,3% di chi assumeva il farmaco ha perso almeno il 5% della massa corporea, contro il 20,2% dei controlli.

Perché una formulazione orale conta

«I risultati del nostro studio sottolineano il potenziale in espansione degli agonisti orali del recettore GLP-1 per le persone con diabete di tipo 2», ha dichiarato Vanita Aroda, direttrice della ricerca clinica sul diabete nella divisione di endocrinologia del Mass General Brigham e prima firma del lavoro.

Aroda ha ricordato che le terapie GLP-1 si sono finora concentrate su formulazioni iniettabili o peptidiche orali, «ciascuna con vincoli intrinseci di somministrazione e dosaggio». Il semaglutide orale, per esempio, va assunto appena svegli a stomaco vuoto, evitando cibo e acqua per la mezz’ora successiva. Una pillola priva di questi paletti ridurrebbe, in prospettiva, gli abbandoni della terapia.

Il tema dell’aderenza non è secondario. L’iniezione settimanale, per quanto efficace, resta un ostacolo per una parte dei pazienti, e la sospensione del trattamento fa rapidamente risalire glicemia e peso. Elecoglipron è stato sviluppato specificamente per il diabete di tipo 2, a differenza di altre molecole nate in ambito dimagrimento e poi estese, un dettaglio che gli autori considerano rilevante per la coerenza dei risultati.

Un settore in rapido movimento

Elecoglipron non arriva in un vuoto. Negli Stati Uniti è già stato approvato per la gestione del peso un altro GLP-1 orale non peptidico, orforglipron, mentre le case farmaceutiche stanno moltiplicando gli studi su formulazioni combinate. Aroda è anche ricercatrice principale di REIMAGINE 1, che valuta CagriSema, l’associazione tra cagrilintide e semaglutide iniettabile: i dati, presentati allo stesso congresso, indicano fino all’87% di pazienti al valore obiettivo di glicata.

  • Studio di fase 2b su 406 adulti in nove paesi
  • 26 settimane di trattamento
  • Finanziamento a carico di AstraZeneca

Cosa resta da dimostrare

I risultati, per quanto solidi, restano quelli di uno studio di fase intermedia finanziato dall’azienda che sviluppa il farmaco. Il profilo di sicurezza e tollerabilità, riferiscono gli autori, è apparso in linea con quello degli altri GLP-1 a questo stadio di sviluppo, ma la conferma dovrà passare da studi di fase 3 più ampi e prolungati prima di qualunque richiesta di approvazione.

Sulla portata clinica, la stessa Aroda invita alla misura. «Al centro di ogni nostro studio c’è l’obiettivo di migliorare gli esiti per i pazienti», ha osservato, aggiungendo che sono proprio le sperimentazioni disegnate con rigore a stabilire se un progresso di laboratorio si traduca in cure più sicure ed efficaci. Il passaggio alla fase successiva dirà se la promessa di una pillola GLP-1 senza restrizioni reggerà su numeri più grandi.

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